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L'alluvione in Versilia nel 1996 19
giugno 1996 Fonte www.ispro.it - Istituto Studi e ricerche sulla Protezione e Difesa Civile La cronaca • Le cause • Le responsabilità • La ricostruzione • Immagini • Links
CRONACA DELL’EVENTO
Il presente resoconto è riportato fedelmente dalla risposta urgente che l’allora Ministro dell’Interno On. Napolitano riferì alla Camera dei Deputati.
1. Localizzazione dell'evento. L'area interessata comprende l'intero bacino idrografico regionale del fiume VERSILIA, che si sviluppa sul versante occidentale delle Alpi Apuane. La parte montana di tale bacino è costituita dai sottobacini dei torrenti SERRA e VEZZA, interamente in provincia di Lucca. In prossimità del Comune di Seravezza i due torrenti confluiscono in un unico corso d'acqua che prende il nome di fiume VERSILIA. Tale fiume sfocia in mare presso la località «Cinquale», situata tra Forte dei Marmi e Montignoso, in provincia di Massa Carrara. Tra Querceta ed il mare, a valle di Seravezzà il fiume Versilia riceve anche piccoli affluenti dalla provincia di Massa Carrara (Montignoso, Bonazzera e Rio di Strettoia). La superficie totale del bacino del Versilia e dei sottobacini dei relativi affluenti è di circa 98 chilometri quadrati. L'evento ha interessato anche la parte contigua del bacino del fiume CAMAIORE, posto a sud e rientrante nel comprensorio del bacino del Serchio. L'evento ha pure interessato, sul versante orientale delle Alpi Apuane, in Garfagnana, l'alta valle del torrente TURRITE di Gallicano, affluente di destra del fiume Serchio.
2. Presidi di monitoraggio nell'area interessata. L'area interessata dall'evento meteorologico è controllata attraverso la rete pluviometrica del Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale, gestita dall'Ufficio Compartimentale di Pisa. Sono in funzione 2 telepluviometri nel bacino del Vezza (a Pomezzana e Retignano), 2 nel bacino del Serra (ad Azzano e Cervaiole), 1 nel bacino del Versilia (a Ponte di Tavole) ed 1 nel bacino del Turrite (a Fornovolasco). I telepluviometri trasmettono automaticamente i dati all'Ufficio Compartimentale, che è quindi in grado di valutarli con tempestività. 3. Prevedibilità meteorologica dell'evento. Presso il Centro Operativo Aereo Unificato (COAU) del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri è attivo, 24 ore su 24, un servizio di veglia meteorologica, gestito da Ufficiali specializzati provenienti dall'Aeronautica Militare. Dal momento che le previsioni di interesse della protezione civile non si limitano al dato atmosferico, ma riguardano, in particolare, i fenomeni di precipitazione, la veglia meteo esamina le informazioni diramate dal Servizio Meteorologico dell'Aeronautica insieme a quelle che riceve da altre strutture e orientate all'elaborazione di questi ultimi dati. Questa procedura è stata seguita anche in questa occasione. La pioggia intensa ha cominciato a battere sulla zona alle ore 5.00 antimeridiane di mercoledì 19 giugno. Il bollettino meteorologico diffuso il mattino del 18 giugno dal Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare e valido fino alle ore 7,00 del giorno 19 prevedeva, per la costa Tirrenica, condizioni di cielo generalmente sereno o poco nuvoloso, con possibili addensamenti pomeridiani nelle zone interne. Parimenti il bollettino diffuso il mattino del 19 e valido fino alle ore 7,00 del giorno 20, prevedeva, sempre per la medesima area, cielo poco nuvoloso, indicando la possibilità di precipitazioni temporalesche sulle regioni nord-orientali, con particolare riguardo al settore alpino o prealpino. L'evento in questione, che ha interessato una superficie estremamente ridotta, è stato causato da una brusca accelerazione dell'attività termoconvettiva, e la sua ridottissima estensione superficiale non ne ha consentito la previsione. Non si è trattato, infatti, di una perturbazione ordinaria, visibile con gli strumenti di controllo satellitare e quindi prevedibile nella sua evoluzione. Il dato fornito dal Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare, peraltro, è stato confrontato, presso il Dipartimento della Protezione Civile con le informazioni provenienti dai servizi meteorologici delle Regioni che ne sono dotate. Queste informazioni, va ribadito, non riguardano solo il fattore meteorologico in senso stretto ma, essendo il più delle volte, finalizzate alle esigenze dei servizi relativi all'agricoltura, si concentrano sull'elaborazione di una previsione della precipitazione a terra. Sono disponibili diversi metodi di elaborazione di questi dati, e la consultazione di tutte le fonti conosciute consente alla protezione civile di disporre e confrontare tra loro diverse ipotesi e diverse informazioni per poter poi elaborare una valutazione quanto più approfondita possibile. Questa innovazione è stata introdotta a seguito della disastrosa alluvione del novembre 1994, al fine di poter disporre, per le esigenze della protezione civile, del maggior numero possibile di informazioni provenienti da tutte le fonti scientificamente valide. Questo meccanismo, va evidenziato, ha consentito, nel corso dell'anno appena trascorso, una puntuale previsione dei fenomeni più rilevanti, con la conseguente emanazione di dettagliati avvisi ai quali ha fatto seguito l'attivazione tempestiva del meccanismo preventivo e di quello dei soccorsi. Il giorno 18
il Servizio Meteorologico della Regione Toscana prevedeva, fino al
mattino del 19, cielo poco nuvoloso con possibilità di piogge
occasionali di debole intensità. Il giorno 18, quindi, non sono stati riscontrati elementi che potessero far prevedere il verificarsi dell'evento. L'esame delle immagini trasmesse dal satellite METEOSAT, peraltro, confermano che l'addensamento eccezionale e concentrato sul bacino del Versilia è avvenuto repentinamente a partire dalle ore 3 della mattina del 19, degenerando successivamente con una velocità non comune. Non si è trattato, dunque, di un difetto di questo o quel sistema di previsione, poiché la particolarmente repentina concentrazione delle nubi su un'estensione territoriale particolarmente ridotta lo hanno reso - nei fatti ed allo stato attuale delle conoscenze scientifiche in materia - non prevedibile. Non da un solo servizio, ma da tutti quelli consultati dalla protezione civile, il 18 giugno (come tutti i giorni dell'anno). La consultazione va ribadito, riguarda i servizi regionali qualificati in materia.
4. Evoluzione delle precipitazioni e dell'onda di piena. I dati raccolti dalle stazioni pluviometriche del Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale rappresentano con particolare nitidezza l'intensità eccezionale del fenomeno. I due pluviometri situati nel bacino del Vezza hanno segnalato 478 millimetri di pioggia a Pomezzana e 401 a Retignano nelle 13 ore trascorse dalle 5 del mattino fino alle ore 18 di mercoledì 19. In particolare si segnalano due punte massime rispettivamente di 158 e 62 millimetri tra le 7 e le 8 della mattina. Per quanto riguarda il bacino del Serra il totale cumulato delle precipitazioni nell'arco delle medesime 13 ore è stato di 254 millimetri ad Azzano e di 264 a Cervaiole, con punte massime rispettivamente di 57 millimetri tra le ore 16 e le 17 e di 44 millimetri tra le ore 11 e le 12. Tra le 13 e le 14 la pioggia in zona è momentaneamente cessata. Il telepluviometro posto a Ponte di Tavole, nel bacino del Versilia ha registrato una precipitazione cumulata per tutta la giornata del 19 pari a 21 millimetri. Il telepluviometro posto a Fornovolasco sul bacino del Turrite, è andato fuori uso alle 15.45 dopo aver segnalato una quantità cumulata di precipitazione di 420 millimetri, con una punta massima di 145 tra le ore 13 e le 14. L'avaria della stazione è dovuta all'eccezionale intensità della precipitazione. Dai dati che vi ho riferito emerge con estrema chiarezza sia l'eccezionale intensità delle piogge, sia la loro circoscritta localizzazione: oltre 400 millimetri a monte e solo 21 a valle, ad una distanza molto contenuta, di soli pochi chilometri. L'onda di piena si è quindi propagata con grande velocità facendo registrare, tra le ore 15 e le 16, un livello di 4,14 metri all'idrometro di Seravezza e di 4, 43 metri all'idrometro di Ponte di Tavole. Queste sono le due ultime misure disponibili, poiché la piena eccezionale ha, a quelle ore, causato l'avaria dei due sensori. Tra le ore 16 e le ore 17, l'onda di piena del Versilia ha sormontato gli argini in località «La Rotta», alla curva di San Bartolomeo, creando una rottura nell'argine estesa per 60.01570 metri, ed allagando parzialmente il territorio dei comuni di Pietrasanta e Forte dei Marmi e, in modo più contenuto, di Montignoso. Danni gravissimi sono stati provocati nel comune di Stazzema, dove la frazione di Cardoso è stata travolta e dopo essere stata evacuata risulta, al momento, raggiungibile ancora solo mediante elicottero o a piedi, e nella parte limitrofa del comune di Seravezza. Il fiume Camaiore ha causato limitati danni nell'omonimo comune e, sull'altro versante delle Apuane, il Turrite ha causato gravissimi danni nella frazione di Fornovolasco (in comune di Vergemoli), isolata e successivamente evacuata e in quella di Gallicano.
TABELLA DEGLI ESITI PLUVIOMETRICI A TERRA IL 19 GIUGNO 1996
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