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   L'alluvione in Versilia nel 1996

19 giugno 1996
(evento di tipo C ex legge 24.2.1992 n.225)

Fonte www.ispro.it - Istituto Studi e ricerche sulla Protezione e Difesa Civile

La cronaca • Le causeLe responsabilità  • La ricostruzione  • ImmaginiLinks

 

CRONACA DELL’EVENTO

 

Il presente resoconto è riportato fedelmente dalla risposta urgente che l’allora Ministro dell’Interno On. Napolitano riferì alla Camera dei Deputati.

 

 

1. Localizzazione dell'evento.

L'area interessata comprende l'intero bacino idrografico regionale del fiume VERSILIA, che si sviluppa sul versante occidentale delle Alpi Apuane. La parte montana di tale bacino è costituita dai sottobacini dei torrenti SERRA e VEZZA, interamente in provincia di Lucca. In prossimità del Comune di Seravezza i due torrenti confluiscono in un unico corso d'acqua che prende il nome di fiume VERSILIA. Tale fiume sfocia in mare presso la località «Cinquale», situata tra Forte dei Marmi e Montignoso, in provincia di Massa Carrara. Tra Querceta ed il mare, a valle di Seravezzà il fiume Versilia riceve anche piccoli affluenti dalla provincia di Massa Carrara (Montignoso, Bonazzera e Rio di Strettoia).

La superficie totale del bacino del Versilia e dei sottobacini dei relativi affluenti è di circa 98 chilometri quadrati. L'evento ha interessato anche la parte contigua del bacino del fiume CAMAIORE, posto a sud e rientrante nel comprensorio del bacino del Serchio.

L'evento ha pure interessato, sul versante orientale delle Alpi Apuane, in Garfagnana, l'alta valle del torrente TURRITE di Gallicano, affluente di destra del fiume Serchio.

 

2. Presidi di monitoraggio nell'area interessata.

L'area interessata dall'evento meteorologico è controllata attraverso la rete pluviometrica del Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale, gestita dall'Ufficio Compartimentale di Pisa. Sono in funzione 2 telepluviometri nel bacino del Vezza (a Pomezzana e Retignano), 2 nel bacino del Serra (ad Azzano e Cervaiole), 1 nel bacino del Versilia (a Ponte di Tavole) ed 1 nel bacino del Turrite (a Fornovolasco). I telepluviometri trasmettono automaticamente i dati all'Ufficio Compartimentale, che è quindi in grado di valutarli con tempestività.

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3. Prevedibilità meteorologica dell'evento.

Presso il Centro Operativo Aereo Unificato (COAU) del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri è attivo, 24 ore su 24, un servizio di veglia meteorologica, gestito da Ufficiali specializzati provenienti dall'Aeronautica Militare.

Dal momento che le previsioni di interesse della protezione civile non si limitano al dato atmosferico, ma riguardano, in particolare, i fenomeni di precipitazione, la veglia meteo esamina le informazioni diramate dal Servizio Meteorologico dell'Aeronautica insieme a quelle che riceve da altre strutture e orientate all'elaborazione di questi ultimi dati. Questa procedura è stata seguita anche in questa occasione.

La pioggia intensa ha cominciato a battere sulla zona alle ore 5.00 antimeridiane di mercoledì 19 giugno.

Il bollettino meteorologico diffuso il mattino del 18 giugno dal Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare e valido fino alle ore 7,00 del giorno 19 prevedeva, per la costa Tirrenica, condizioni di cielo generalmente sereno o poco nuvoloso, con possibili addensamenti pomeridiani nelle zone interne.

Parimenti il bollettino diffuso il mattino del 19 e valido fino alle ore 7,00 del giorno 20, prevedeva, sempre per la medesima area, cielo poco nuvoloso, indicando la possibilità di precipitazioni temporalesche sulle regioni nord-orientali, con particolare riguardo al settore alpino o prealpino.

L'evento in questione, che ha interessato una superficie estremamente ridotta, è stato causato da una brusca accelerazione dell'attività termoconvettiva, e la sua ridottissima estensione superficiale non ne ha consentito la previsione. Non si è trattato, infatti, di una perturbazione ordinaria, visibile con gli strumenti di controllo satellitare e quindi prevedibile nella sua evoluzione.  Il dato fornito dal Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare, peraltro, è stato confrontato, presso il Dipartimento della Protezione Civile con le informazioni provenienti dai servizi meteorologici delle Regioni che ne sono dotate. Queste informazioni, va ribadito, non riguardano solo il fattore meteorologico in senso stretto ma, essendo il più delle volte, finalizzate alle esigenze dei servizi relativi all'agricoltura, si concentrano sull'elaborazione di una previsione della precipitazione a terra.

Sono disponibili diversi metodi di elaborazione di questi dati, e la consultazione di tutte le fonti conosciute consente alla protezione civile di disporre e confrontare tra loro diverse ipotesi e diverse informazioni per poter poi elaborare una valutazione quanto più approfondita possibile. Questa innovazione è stata introdotta a seguito della disastrosa alluvione del novembre 1994, al fine di poter disporre, per le esigenze della protezione civile, del maggior numero possibile di informazioni provenienti da tutte le fonti scientificamente valide. Questo meccanismo, va evidenziato, ha consentito, nel corso dell'anno appena trascorso, una puntuale previsione dei fenomeni più rilevanti, con la conseguente emanazione di dettagliati avvisi ai quali ha fatto seguito l'attivazione tempestiva del meccanismo preventivo e di quello dei soccorsi.

Il giorno 18 il Servizio Meteorologico della Regione Toscana prevedeva, fino al mattino del 19, cielo poco nuvoloso con possibilità di piogge occasionali di debole intensità.
Il Servizio Meteorologico della Regione Emilia Romagna, espressamente incentrato sulla previsione della precipitazione a terra che elabora in apposite cartine, prevedeva nell'area, analogamente, piogge estremamente ridotte nell'arco delle 6 ore (da 5 a 10 millimetri).

Il giorno 18, quindi, non sono stati riscontrati elementi che potessero far prevedere il verificarsi dell'evento. L'esame delle immagini trasmesse dal satellite METEOSAT, peraltro, confermano che l'addensamento eccezionale e concentrato sul bacino del Versilia è avvenuto repentinamente a partire dalle ore 3 della mattina del 19, degenerando successivamente con una velocità non comune.

Non si è trattato, dunque, di un difetto di questo o quel sistema di previsione, poiché la particolarmente repentina concentrazione delle nubi su un'estensione territoriale particolarmente ridotta lo hanno reso - nei fatti ed allo stato attuale delle conoscenze scientifiche in materia - non prevedibile. Non da un solo servizio, ma da tutti quelli consultati dalla protezione civile, il 18 giugno (come tutti i giorni dell'anno). La consultazione va ribadito, riguarda i servizi regionali qualificati in materia.

 

 

 

 

 

4. Evoluzione delle precipitazioni e dell'onda di piena.

I dati raccolti dalle stazioni pluviometriche del Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale rappresentano con particolare nitidezza l'intensità eccezionale del fenomeno.

I due pluviometri situati nel bacino del Vezza hanno segnalato 478 millimetri di pioggia a Pomezzana e 401 a Retignano nelle 13 ore trascorse dalle 5 del mattino fino alle ore 18 di mercoledì 19. In particolare si segnalano due punte massime rispettivamente di 158 e 62 millimetri tra le 7 e le 8 della mattina. Per quanto riguarda il bacino del Serra il totale cumulato delle precipitazioni nell'arco delle medesime 13 ore è stato di 254 millimetri ad Azzano e di 264 a Cervaiole, con punte massime rispettivamente di 57 millimetri tra le ore 16 e le 17 e di 44 millimetri tra le ore 11 e le 12. Tra le 13 e le 14 la pioggia in zona è momentaneamente cessata.

Il telepluviometro posto a Ponte di Tavole, nel bacino del Versilia ha registrato una precipitazione cumulata per tutta la giornata del 19 pari a 21 millimetri.

Il telepluviometro posto a Fornovolasco sul bacino del Turrite, è andato fuori uso alle 15.45 dopo aver segnalato una quantità cumulata di precipitazione di 420 millimetri, con una punta massima di 145 tra le ore 13 e le 14. L'avaria della stazione è dovuta all'eccezionale intensità della precipitazione.

Dai dati che vi ho riferito emerge con estrema chiarezza sia l'eccezionale intensità delle piogge, sia la loro circoscritta localizzazione: oltre 400 millimetri a monte e solo 21 a valle, ad una distanza molto contenuta, di soli pochi chilometri.

L'onda di piena si è quindi propagata con grande velocità facendo registrare, tra le ore 15 e le 16, un livello di 4,14 metri all'idrometro di Seravezza e di 4, 43 metri all'idrometro di Ponte di Tavole. Queste sono le due ultime misure disponibili, poiché la piena eccezionale ha, a quelle ore, causato l'avaria dei due sensori.

Tra le ore 16 e le ore 17, l'onda di piena del Versilia ha sormontato gli argini in località «La Rotta», alla curva di San Bartolomeo, creando una rottura nell'argine estesa per 60.01570 metri, ed allagando parzialmente il territorio dei comuni di Pietrasanta e Forte dei Marmi e, in modo più contenuto, di Montignoso.

Danni gravissimi sono stati provocati nel comune di Stazzema, dove la frazione di Cardoso è stata travolta e dopo essere stata evacuata risulta, al momento, raggiungibile ancora solo mediante elicottero o a piedi, e nella parte limitrofa del comune di Seravezza.

Il fiume Camaiore ha causato limitati danni nell'omonimo comune e, sull'altro versante delle Apuane, il Turrite ha causato gravissimi danni nella frazione di Fornovolasco (in comune di Vergemoli), isolata e successivamente evacuata e in quella di Gallicano.

 

TABELLA DEGLI ESITI PLUVIOMETRICI A TERRA IL 19 GIUGNO 1996

 

NOME

01 hr

03 hr

06 hr

12 hr

24 hr

 

 

VERSILIA

 

 

 

Pomezzana

 

320

390

474

478

Retignano

78

165

214

387

400

Cervaiole

67

126

182

230

245

Azzano

61

144

183

242

260

Camaiore

27

29

38

47

53

Torre del Lago

1

1

1

1

2

Viareggio

7

9

9

11

11

 

 

ALTO SERCHIO

 

 

 

Capanne di Sillano

5

6

6

6

6

Orto di Donna

75

111

135

160

195

Castagnola

6

14

15

15

15

Vagli di Sotto

45

100

117

120

120

Massa Sassorosso

1

1

2

2

2

Villa Collemandina

1

3

3

3

3

Campagrina

97

219

290

333

336

Capanne Careggine

56

66

107

124

125

Palleroso

2

4

5

5

5

Ponte di Campia

2

5

6

6

6

Bebbio

2

3

4

4

4

Fornovolasco

150

322

387

406

406

Gallicano

8

18

21

23

23

Palagnana

58

118

221

296

298

Passo Sella

50

134

180

224

224

Fabbriche di Vallico

49

79

95

106

107

Tereglio

1

2

3

3

3

Calavorno

5

10

12

13

13

Chifenti

5

11

13

15

15

Granaiola

2

4

4

4

4

Borgo a Mozzano

11

18

20

21

21

 

 

BASSO SERCHIO

 

 

 

Convalle

32

69

110

150

150

Piaggione

16

26

36

44

44

Gombitelli

16

26

41

59

60

Mutigliano

7

11

12

12

12

Lucca

2

3

7

7

7

Chiatri

4

10

13

14

14

Ponte Guido

7

10

13

14

14

Pontetetto

2

3

5

5

5

Vorno

1

1

1

1

2

Ripafratta

1

1

1

1

1

Bocca di Serchio

1

1

1

1

1

 

 

 

4. Fenomeni franosi.

I danni più gravi sono in parte da attribuirsi alle numerose ed estese frane che, nella parte montana dell'area colpita, hanno ostruito le vie di comunicazione interrompendo le linee elettriche e telefoniche e interessando anche costruzioni abitate. Le frane hanno anche parzialmente o totalmente ostruito i corsi d'acqua creando bacini effimeri di ritenuta il cui cedimento ha aggravato gli effetti delle piene. Attualmente sono in corso verifiche geologiche a tappeto promosse dal Dipartimento della protezione Civile ed effettuate da gruppi di intervento provenienti dall'Università di Pisa. Da lunedì 24 la ricognizione è seguita, nei casi di maggiore gravità, da esperii del Gruppo Nazionale per la Difesa dalle Catastrofi Idrogeologiche del CNR.
Il materiale franato dai versanti ha contribuito all'innalzamento ulteriore del livello dei torrenti, aumentando anche la quantità di materiale solido trasportato dalle acque. Questa accentuata franosità va ascritta non solamente alle eccezionali precipitazioni, ma anche alle caratteristiche geologiche e morfologiche del territorio, che presenta una formazione rocciosa di arenaria e scisti (detta pietra del Cardoso) coperta da una spessa coltre di detriti particolarmente instabili e franosi. In particolare, nella zona tra Seravezza, Ruosina, Levigliani e Ponte Stazzemese è presente una formazione scistosa, localmente ricoperta da un sottile spessore di detrito argilloso e quindi instabile, che ha causato alcune frane particolari dette «colate di detrito e fango». Non va dimenticato, inoltre, che i versanti sono, nella zona, particolarmente scoscesi, innalzandosi dal livello del mare sino a circa 2000 metri in pochi chilometri.

Il terreno, inoltre, essendo intensamente boscato, risultava particolarmente appesantito e questo ha aggravato il fenomeno franoso.

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5. Concorso di concause di origine antropica.

L'Autorità di Bacino del Fiume Serchio, in una relazione preliminare del suo Segretario Generale, segnala, oltre all'eccezionalità dell'evento atmosferico, alcune possibili concause di origine antropica, quali rifacimenti viari non rispettosi delle pendenze trasversali, l'insufficiente ampiezza di talune luci di ponti e la presenza, soprattutto nel fondovalle, di passerelle e costruzioni, nonché la scarsa manutenzione degli alvei nel tratto montano e la mancata potatura di alcuni boschi, causa dell'appesantimento dei terreni. A riguardo del fondovalle, inoltre, viene segnalato che il fiume Versilia segue un percorso artificiale. Queste osservazioni, redatte in forma generica, dovranno essere puntualmente verificate dall'analisi del territorio, con particolare riguardo alla loro collocazione in relazione al punto della rottura dell'argine ed alla dinamica della piena. Si evidenzia, peraltro, che la quantità di materiale confluita nei torrenti e nei fiume a causa dell'intensità delle piogge e dei citati fenomeni franosi, ha contribuito ad appesantire ed aumentare la portata dei corsi d'acqua.

 

 

 

 

6. Attivazione dei soccorsi.

Acclarata la non prevedibilità dell'evento, è ora opportuno esaminare la tempestività della reazione del sistema globale dei soccorsi, non appena il fenomeno si è palesato con evidenza.
Alle 9.40 del mattino del giorno 19, la Prefettura di Massa Carrara informa la sala operativa del Dipartimento della Protezione Civile delle intense piogge in atto sulle montagne apuane, allertando su possibili rischi per i bacini della provincia e comunicando che il Capo di Gabinetto del Prefetto si è recato in loco per un sopralluogo.

I locali comandi dei Vigili del Fuoco dispongono, a partire dalle ore 8, alcuni interventi per piccole frane e caduta di alberi nei comuni di Camaiore, Stazzema e Montignoso, ma riferiscono che la situazione globale risulta sotto controllo.

Alle 11.25 la Prefettura di Massa Carrara informa che e in corso una riunione operativa presso il Comune di Montignoso, alla quale partecipano i Vigili del Fuoco, la Polizia, il Genio Civile per elaborare misure atte a fronteggiare le eventuali situazioni di rischio nella zona della foce, connesse con l'arrivo dell'onda di piena che, dai torrenti Serra e Vezza interesserà il fiume Versilia a partire dalla provincia di Lucca.

Alle 11.30 viene sentita la Prefettura di Lucca che conferma la situazione di massima allerta: vengono segnalati allagamenti nel comune di Camaiore e frane che hanno isolato alcune frazioni del comune di Stazzema. Vengono segnalate, altresì, le prime persona disperse, a causa del crollo di alcuni edifici, travolti dalle acque o coinvolti in cedimenti del terreno.

Alle 11.30 il fiume Versilia non risulta ancora interessato dall'onda di piena (il dato dell'idrometro di Ponte di Tavole alle ore 11.00 segnala un modestissimo innalzamento). Si rammenta che in zona ha piovuto poco, dato che il dato cumulato del telepluviometro di Ponte di Tavole è di soli 21 millimetri in tutte le 13 ore dell'evento. La riunione di Montignoso si chiude con la decisione di effettuare un monitoraggio accurato del fiume, con particolare attenzione ai ponti per evitare la loro ostruzione.

Tra lei 11 e le 12 si registra un arresto delle precipitazioni. La pioggia riprende intensa dopo le 12.00.

Alle ore 12.30 l'idrometro di Ponte di Tavole segnala 2.74 metri (il livello normale è tra 50 e 90 centimetri), mentre quello di Seravezza segnala 2.09 metri (livello normale tra 30 e 40 centimetri).
Alle 13.00 la Prefettura di Massa Carrara informa di piccole tracimazioni del fiume in zone non abitate (a parte una costruzione) e comunica di aver disposto l'evacuazione solo delle abitazioni ad un piano prossime al fiume. La Prefettura comunica pure che il dato dell'idrometro di Seravezza è in calo.

Alle 13.50 l'Ufficio Idrografico e Mareografico di Pisa informa che i livelli sono in calo sia a monte che a valle e che se non ricomincia a piovere non dovrebbero verificarsi gravi rischi.
Alle ore 14 il sottosegretario alla Protezione Civile, professor Barberi, dopo essere stato informato del dato eccezionale del telepluviometro di Pomezzana (440 millimetri dalle 4 del mattino alle 12.15 con una punta di 157 millimetri in un'ora) allerta il Prefetto di Lucca e contatta il Segretario Generale dell'Autorità di Bacino del Serchio, disponendo che eseguano insieme un sorvolo in elicottero sul bacino. Nonostante le condizioni meteorologiche sfavorevoli il sorvolo viene effettuato con un elicottero dei Carabinieri e si ha il primo riscontro della gravità degli eventi in Versilia.

Da diverse ore sono già all'opera squadre dei Vigili del Fuoco, confluite anche da altre province, della Polizia e dei Carabinieri.


Alle 15.30 il sottosegretario Barberi informa la I Commissione del Senato che è in corso una grave emergenza nella provincia di Lucca.

Alle 15.39 il Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri informa che le frazioni montane di Stazzema sono isolate e raggiungibili solo con mezzi speciali. Appresa la notizia viene disposto l'allertamento dello Stato Maggiore della Difesa per eventuali concorsi su richiesta delle prefetture di Lucca e Massa Carrara.

Alle 16.01 viene segnalata dai Carabinieri e dalle Ferrovie dello Stato l'interruzione della strada statale 1 «Aurelia» e della linea ferroviaria Pisa-Genova, al chilometro 133.01164, per l'esondazione del fiume Versilia.

Alle 16.35 la Prefettura di Lucca informa che nella frazione Fornovolasco, comune di Vergemoli, è esondato il fiume Turrite, causando gravissimi danni nell'abitato e la morte di una persona.

Alle 15.00 il Dipartimento della Protezione Civile, dispone l'invio in elicottero nelle zone colpite di un nucleo di tecnici specializzati nella gestione delle emergenze per assolvere le funzioni di ufficiali di collegamento con le aree danneggiate, e chiede al Presidente del Comitato Nazionale per il Volontariato di disporre l'immediato invio in zona di gruppi specializzati.
Viene convocato, presso il Dipartimento della Protezione Civile, il comitato operativo della Protezione Civile che, da quel momento, opera in seduta permanente. Sono presenti in esso rappresentanti del Ministero dell'interno, dei Vigili del Fuoco, delle Forze Armate, del servizio Idrografico e Mareografico Nazionale, dell'Enel, dell'Anas e della Telecom.

Il Comitato, presieduto dal sottosegretario Barberi si tiene in continuo contatto anche con la Prefettura di Lucca, dove è attivo il Centro Coordinamento Soccorsi (CCS) provinciale e con il Comune di Seravezza, dove è stato costituito un Centro Operativo Misto (COM) sotto la responsabilità del Sindaco di Seravezza, Lorenzo Alessandrini.

Alle ore 00.35 del giorno 20 viene inviato un messaggio alla Prefettura di Lucca nella quale viene disposta una verifica a tappeto delle necessità di tutte le frazioni ed i comuni isolati in merito a viabilità, interventi urgenti, comunicazioni telefoniche e fornitura di energia elettrica. Il Prefetto di Lucca viene invitato a mobilitare contingenti autosufficienti di militari pronti ad operare dall'alba nelle zone allagate e due squadre del genio militare vengono allertate direttamente dal Dipartimento, per interventi urgenti sulle strade interrotte. il Genio Civile della Regione Toscana viene incaricato di istituire una sorveglianza continua sui corsi d'acqua, soprattutto in prossimità di ponti a rischio di occlusione (a causa dei tronchi e dei materiali trasportati dalla corrente), mediante l'impiego continuo di mezzi speciali, anche durante la notte. Analoga disposizione viene impartita alla Prefettura di Massa Carrara.
Alla mattina del giorno 20 risultano isolate le seguenti località: Fornovolasco, Cardoso, Pruno, Volegno, Pomezzana, Ponte Stazzemese, Levigliani, Gallena, Palagnana; Mulina di Stazzema, Ruosina, Cerreta S. Antonio. L'onda di piena fuoriuscita dalla rottura dell'argine ha provocato gravi allagamenti nei comuni di Pietrasanta e Forte dei Marmi. Vengono segnalate le prime persone disperse. Molte località isolate non sono raggiungibili se non con elicotteri o, con gravissimi disagi, a piedi.

Sono già operative, dalla nottata, anche le prime squadre di volontariato, coordinate nella notte dal Comitato Operativo: 25 associazioni della Confederazione delle Misericordie per un totale di 200 unità; 10 associazioni delle Pubbliche Assistenze, per un totale di 90 unità; 35 unità della Croce Rossa Italiana; 80 uomini dell'Associazione Nazionale Alpini. Operano dalla sera dal pomeriggio del 19 anche radioamatori e CB.

Complessivamente il concorso delle strutture operative, fino al 23 giugno, è il seguente:

-                 Forze Armate: 260 uomini;

-                 Vigili del Fuoco: 150 uomini;

-                 Corpo Forestale dello Stato: 13 squadre;

-                 Carabinieri: 40 uomini;

-                 Polizia di Stato: 73 uomini;

-                 Guardia di Finanza: 20 uomini;

-                 Capitanerie di Porto: 36 uomini.

-                 Queste si sono aggiunte alle squadre di tecnici, operai, vigili urbani dei Comuni e a quelle tecniche delle comunità montane, della provincia e della regione.

-                 Determinante e generoso il concorso del volontariato specializzato di protezione civile che si sviluppa nei giorni successivi fino a coinvolgere:

-                 Misericordie: 370 unità;

-                 ANPAS: 260 unità;

-                 CB: 120 operatori;

-                 Associazione Radioamatori: 50 operatori;

-                 Associazione Nazionale Alpini: 230 uomini;

-                 AGESCI: 25 unità.

 

Sia le componenti istituzionali che le strutture del volontariato organizzato di protezione civile sono intervenute con mezzi e materiali speciali e, ovviamente, in modo autosufficiente.
Dalla serata di domenica sono subentrati, per gli interventi di aspirazione del fango, pulitura e lavaggio dei locali danneggiati, anche 150 uomini provenienti dai comuni piemontesi colpiti dall'alluvione novembre 1994, nonché 30 unità dell'associazione Volontari del Garda e 20 unità provenienti da Aprilia.

L'Associazione Nazionale Alpini informa che dal 28 giugno concentrerà in Versilia 200 uomini per l'operazione «Alveo Sicuro», della quale si riferirà poco oltre.

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7. Elicotteri.

Fin dalle prime ore dell'emergenza fondamentale per la gestione dei soccorsi (evacuazione; trasporto di personale operativo, sanitario e di volontari; continuo riferimento di viveri, medicinali ed attrezzature; monitoraggio delle frane e degli alvei) è stato l'impiego degli elicotteri, purtroppo episodicamente interrotto dalle condizioni meteo avverse. Sono intervenuti e stanno ancora intervenendo 21 elicotteri appartenenti ai Vigili del Fuoco, Forze Armate (Esercito e Marina Militare), Guardia Forestale, Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Dipartimento della Protezione Civile e regione Toscana, che hanno eseguito fino ad oltre 200 missioni giornaliere coordinate dal COM di Seravezza.

Due impianti radio mobili specializzati dell'esercito hanno verificato le diverse frequenze radio, assicurando la piena efficienza degli interventi.

 

 

 

 

8. Vittime e dispersi.

Sono state recuperate 13 vittime, delle quali 12 sono state identificate. Il numero dei dispersi segnalati è, attualmente, di 4.

(N.B. Alla fine dell’emergenza il bilancio finale sarà di 14 morti e 1 disperso.)

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9. Superamento dell'emergenza.

VIABILITÀ.
Risulta regolare il transito sulle autostrade.

La statale n. 1 Aurelia è tuttora interrotta dal chilometro 368 al chilometro 370 e si prevede verrà riaperta tra domani e dopodomani, Il traffico viene deviato senza eccessivi disagi. La provinciale 9 è riaperta e percorribile limitatamente ai residenti ed ai mezzi di soccorso. La provinciale 39 tra Gallicano e Fornovolasco risulta transitabile con fuoristrada dalla serata del 23 la provinciale 42 è aperta solo per i mezzi di soccorso. Permangono isolate solamente le frazioni di Pruno, Volegno e quelle totalmente evacuate di Cardoso.

ENERGIA ELETTRICA.

Alla mattina di oggi tutti i problemi risultano risolti.

LINEE TELEFONICHE.

Sono state riattivate tutte le utenze. Da ultime, nella notata di ieri anche le frazioni di Pruno e Volegno. Già da domenica 23 non si segnalavano altre località non collegate. La lentezza nel ricollegare le due ultime frazioni è stata dovuta alla caduta di circa 5 chilometri di palificazione. Linee di emergenza erano state prontamente riattivate grazie ad un cavo speciale portato in loco da tecnici Telecom e uomini della Brigata Folgore. Nelle località isolate telefonicamente è stato predisposto un collegamento radio fin dal giorno 20. Purtroppo nella maggior parte delle zone montuose i telefoni cellulari non possono operare per mancanza di ponti.

FERROVIE.
La linea ferroviaria Livorno-Genova è attualmente interrotta nella tratta Forte dei Marmi-Pietrasanta, a causa di danni gravi alla massicciata. Si precede possa essere riaperta tra venerdì 28 e sabato 29.

SANITÀ.
Tutte le strutture sanitarie della zona sono in efficienza e seguono con particolare attenzione la situazione veterinaria, sulla quale le locali ASL sono già intervenute, con l'individuazione di discariche adatte per l'interramento delle carcasse recuperate.. Tra il 20 ed il 21 sono stati disposti presidi medici fissi nelle località non raggiungibili per viabilità ordinaria.

L'attività del Comitato Operativo è proseguita senza interruzione, mediante l'avvicendamento dei funzionari rappresentanti delle diverse strutture operative.

Il Centro Operativo Misto di Seravezza sta coordinando gli interventi speciali sugli alvei inseriti nel progetto «Alveo Sicuro».

Le Capitaneria di Porto stanno effettuando la sorveglianza per la navigazione da venerdì 21, connessa alla presenza in mare di numerosi tronchi di albero.

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10. Il progetto ALVEO SICURO.

Con il concorso delle squadre delle Comunità Montane, del Genio Civile e, principalmente, delle organizzazioni del volontariato di protezione civile è stata avviato, dal pomeriggio di domenica 23, il progetto Alveo Sicuro. Esso consiste nell'apertura di cantieri per l'asporto dei materiali depositati lungo le rive dei fiumi, ed il loro conferimento in discariche, nonché per assicurare l'officiosità degli alvei.

Nella giornata del 24 alle ore 11 si è tenuta una riunione coordinata dal funzionario del Dipartimento che coordina il gruppo di lavoro, l'assessore Regionale alla Protezione Civile, Fontanelli ed il Sindaco di Seravezza in merito all'urgenza di individuare aree idonee allo smaltimento dei detriti raccolti.

Dalla riunione è emerso il seguente piano di intervento:

raccolta: i materiali indifferenziati saranno prelevati con mezzi dell'esercito e dei privati per essere depositati in un area del Comune di Massarosa denominata «Pioppo Gatto» e già autorizzata allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani;

selezione: nell'area suindicata gli stessi rifiuti vengono separati e portati alla discarica regionale per lo smaltimento (verranno impiegati una ruspa, un trattore forestale e due operai);
smaltimento finale: i rifiuti verranno definitivamente smaltiti nella discarica regionale di «Rosignano e Chianni».

Il piano di lavoro è stato illustrato al Commissario straordinario per lo smaltimento dei rifiuti in Versilia il quale, dichiaratosi favorevole al programma in via ufficiosa, si riserva di approvarlo ufficialmente nella giornata di domani. Verrà risolta così una delle principali cause dei ritardi degli interventi di protezione civile in casi analoghi, per quanto concerne la fase di riattivazione e i gravissimi problemi ambientali che ne derivano.

L'operazione prevede inoltre un grande stoccaggio di legname da depositare in aree idonee che, data la conformazione geomorfologica delle valli non intralcino, in alcun modo, la viabilità. (L'area sembra essere stata individuata dal Sindaco di Seravezza e verrà proposta nella riunione odierna, unitamente all'ordinanza che ne prevede l'esproprio).

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11. Interventi del Governo sul piano amministrativo e normativo.

Il giorno 19 giugno 1996, appresa la notizia relativa all'evento calamitoso, ai sensi dell'articolo 5, comma 1, mi sono attivato immediatamente per chiedere al Consiglio dei Ministri, in corso di riunione, di deliberare lo stato di emergenza dei territori delle province di Lucca e Massa Carrara. In pari data il Presidente del Consiglio - preso atto della delibera dei Consiglio dei Ministri - con proprio decreto ha dichiarato lo stato di emergenza.

In relazione a tale dichiarazione di emergenza ho emanato questa mattina, ai sensi del sopracitato articolo 5 della legge n.225 del 1992, un apposita ordinanza recante disposizioni urgenti dirette a fronteggiare i danni conseguenti agli eventi alluvionali sui territori in questione. Con tale provvedimento il Presidente della regione Toscana è stato nominato Commissario delegato agli interventi di emergenza finalizzati al soccorso delle popolazioni, alle attività di assistenza, nonché agli interventi necessari alla salvaguardia della incolumità pubblica e privata e di ripristino dello stato dei luoghi e delle condizioni socio-economiche ed ambientali essenziali all'avvio delle normali condizioni di vita delle popolazioni e delle attività produttive. Ai Prefetti delle due province viene affidata la gestione degli interventi di primo soccorso, come previsto dalle vigenti leggi. A tale scopo è stata stanziata una somma di lire 3 miliardi.

Per le altre iniziative è stata disposta l'erogazione a favore del Commissario delegato della somma di lire 47 miliardi. Detta somma integra la somma di lire 21 miliardi già deliberata dalla giunta regionale della Toscana.

In detta ordinanza é previsto che il commissario delegato rediga un piano di interventi d'urgenza che deve tenere conto anche di quelli già attivati o da attivare a cura delle amministrazioni competenti. Si prevede inoltre che le singole progettazioni debbano comprendere anche le opere necessarie a prevenire il ripetersi di rischi e danni per le popolazioni e le infrastrutture in concomitanza di eventi analoghi a quello verificatosi.
Il piano potrà comprendere altresì l'avvio di attività progettuali finalizzate al riassetto idrogeologico complessivo dell'area.

Nel pomeriggio del 22 giugno il sottosegretario ha presieduto in Toscana una riunione alla quale hanno partecipato il Presidente della Giunta Regionale, il Prefetto di Lucca il Commissario di Governo ed i Sindaci dei Comuni della Versilia colpiti dall'evento alluvionale. Nel corso di tale riunione sono state discusse le problematiche concernenti la gestione dei soccorsi ed esaminati i provvedimenti legislativi adottati dalla regione e quelli in corso di emanazione da parte del Governo.

Inoltre, durante la riunione è stata annunciata la visita del Presidente della Repubblica, prevista per il giorno 26 prossimo venturo.

Con riferimento alla interrogazione a risposta orale presentata dagli onorevoli Matteoli ed altri (3-00048) di cui all'allegato A ai resoconti della Camera dei Deputati del 20 giugno 1996 ad integrazione di quanto sopraddetto che costituisce già elemento di risposta per alcuni dei quesiti formulati si aggiunge quanto segue:

la competenza istituzionale sul bacino del fiume Versilia è, ai sensi della legge sulla difesa del suolo n.183 del 1989, della regione Toscana. Si osserva che le caratteristiche  geomorfologiche dell'area rendono molto difficile la realizzazione di un programma di difesa dalle piene per le principali seguenti ragioni:

mancanza di aree adatte ad essere adibite a casse di espansione per l'accentuata acclività dei terreni e perché la valle è molto stretta ed incassata;

le caratteristiche geolitologiche dell'area, unitamente alle caratteristiche geomorfologiche fanno sì che precipitazioni anche solamente abbondanti riducano la coesione dei terreni determinando diffusi fenomeni franosi; nelle fasce di pertinenza fluviale sono presenti un numero limitato di costruzioni, per altro presenti da vari decenni.

Come dirò più diffusamente tra breve, è urgente, in questa come in altre zone del Paese, caratterizzata da un alto rischio idrogeologico, accelerare interventi di risistemazione dei corsi d'acqua e prevenzione.

Si ricordano qui di seguito alcune recenti iniziative intraprese dal Governo e dalla regione Toscana.

Con ordinanza n. 2433 del 2 maggio 1996 sono stati assegnati alla regione Toscana 5,7 miliardi per gli eventi alluvionali del 18-19 settembre 1995, del 5 ottobre 1995, del 2 novembre 1995, del 24.01527 dicembre 1995 e per il dissesto idrogeologico del 4.01515 ottobre 1995. Tali fondi fanno capo al piano di interventi urgenti a favore delle zone colpite da eccezionali eventi calamitosi dell'anno 1995 previsto dall'articolo 1 della legge 26 febbraio 1996 n. 74.

Inoltre con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 aprile 1996, nell'ambito del piano di interventi diretti ad eliminare rischi derivanti da dissesti idrogeologici e da movimenti franosi di cui all'articolo 11-septies del decreto-legge 28 agosto 1995, n.364, convertito con modificazioni dalla legge 27 ottobre 1995 n.438, come modificato dall'articolo 11 comma 4-bis, del decreto-legge 29 dicembre 1995 n.560, convertito con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1996 n.74, sono stati assegnati alla regione Toscana 9,6 miliardi. Va evidenziato che in entrambi i casi i programmi degli interventi sono stati redatti dalla regione Toscana sulla base degli accertamenti fatti dai competenti uffici del Genio Civile e degli assessorati regionali.

 

Fonte www.ispro.it - Istituto Studi e ricerche sulla Protezione e Difesa Civile

IMMAGINI del DISASTRO


Pontestazzemese, semidistrutta dalla furia delle acque


Questa foto è stata scattata dal colle di Capriglia intorno alle ore 18 di mercoledì 19 giugno. Il fiume Versilia ha già rotto l'argine in località Rotta, tra San Bartolomeo e ponte Aranci. Acqua e fango hanno invaso la campagna circostante, travolgendo case, laboratori, negozi e campi coltivati.

Foto dei funerali
28 Giugno: foto dei funerali delle vittime

Militari a Pontestrada  Immagine sui soccorsi
Il prezioso aiuto delle Forze Armate e Associazioni di volontariato

Immagine della linea ferroviaria in localitࠓan Bartolomeo dopo la piena
Immagine della linea ferroviaria in località San Bartolomeo dopo la piena

Pontestrada invasa dalla furia delle acque del fiume Versilia
Pontestrada invasa dalla furia delle acque del fiume Versilia

Case e officine sommerse e devastate da acqua e fango
Case e officine sommerse e devastate da acqua e fango

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